Pochi sanno che a Pisa si trova il più antico Orto Botanico universitario del mondo. Esso è sorto nel 1543 per intuizione del famoso medico e botanico Luca Ghini, docente di botanica presso l’Università di Pisa e grazie ai finanziamenti concessi da Cosimo I de’ Medici. Tuttavia il fatto che la localizzazione originale fosse diversa dall’attuale rende l’Orto botanico di Padova titolare di questo primato.

<< Luogo di studio e di meditazione, conserva al suo interno vere mirabilia vegetali, viventi o essiccate, utili alla ricerca scientifica. La classificazione delle varietà botaniche e la loro schedatura, peculiarità dell’Orto pisano, furono abbinate, fin da subito, alla fedele rappresentazione dei vegetali che, disegnati o incisi “dal vivo”, andarono ad arricchire pagine di manoscritti e libri a stampa la cui circolazione attivò proficui scambi tra studiosi, contribuendo all’affermarsi della Botanica come scienza moderna >>.


L’orto, nel quale si accede da via Luca Ghini, si estende per circa 3 ettari. È suddiviso in più sezioni come quella delle serre, una con diverse varietà di piante succulente e un’altra con piante tropicali (attenti alle fotocamere, l’aria è molto umida!). L’orto del Mirto dove sono coltivate la maggior parte delle piante officinali come la Digitalis purpurea, il ricino, la cicuta e la belladonna particolarmente tossiche. L’orto del Gratta dove crescono le piante ad alto fusto come il tasso di circa 20 metri d’altezza e dove è inoltre presente un laghetto che ospita varie specie acquatiche come ninfee o fior di loto.

orto botanico pisa

ll protagonista di tutto l’orto è però, a mio avviso, l’enorme Ginkgo nell’orto del Cedro che, con i suoi quattro metri di circonferenza, è il più grande di tutto il giardino. A primavera sfoggia le sue enormi foglie giallo dorate sotto le quali riposarsi è estremamente rilassante.

L’orto ospita anche un museo botanico al cui interno è esposto il Catalogus Plantarum Horti Pisano, cioè il catalogo delle piante dell’orto pisano di Michelangelo Tilli. Degno di nota è il modello raffigurante la fecondazione della zucca che fu presentato per la prima volta alla presenza del Granduca Leopoldo II, in occasione della prima riunione degli scienziati italiani tenutasi proprio in questo orto nel 1839.

Amo venire in questo posto, amo la tranquillità che ti circonda e l’aria pulita che si respira. Vi consiglio di venire qui la mattina molto presto in modo tale da prendere posto ad uno dei pochi tavolini che si trovano di fronte al laghetto, studiare qui vi posso assicurare che è molto producente. Se siete amanti della natura amerete anche semplicemente sostare su una delle tante panchine presenti nell’orto ed ascoltare il cinguettio degli uccellini o il miagolio del tenero gatto rosso che passeggia dentro e fuori il giardino.

La stagione che ti consiglio per visitarlo è ovviamente la primavera, vedrai, sarà tutto un tripudio di colori e profumi.

Non sottovalutare questo luogo, come ti dicevo contiene al suo interno piante di importantissimo valore, soprattutto terapeutico e poi si trova a pochi passi dalla Torre di Pisa esattamente nel cuore della città. Ne vale la pena.

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